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Perché il gatto non mangia

Gatto non mangia

Quando un gatto non mangia è sicuramente a causa di un disagio.

Le origini di questo disagio possono essere molte e bisogna cercare di capire se si tratta di un problema fisiologico o psicologico, se il rifiuto del cibo è dovuto ad un problema di salute o a qualche altra ragione.

Se l’inappetenza si protrae per più di due giorni, la prima cosa da fare è una visita dal veterinario, per escludere malattie in corso, ma prima di allarmarci e pensare al peggio, vediamo quali possono essere i motivi per cui un gatto non mangia.

Posizione della ciotola

Può sembrare banale, ma a volte un gatto non mangia semplicemente perché non gradisce il posto dove è posizionata la sua ciotola.

Generalmente ama mangiare da solo, in posti tranquilli, silenziosi e puliti. 

Quindi la ciotola del cibo dovrà trovarsi preferibilmente lontana da quella dell’acqua – non ama le contaminazioni – e sicuramente mai vicino alla lettiera o in luoghi sporchi, in una zona della casa dove si senta al sicuro e a suo agio, magari vicino all’erba gatta.

Se in casa ci sono più gatti, o anche cani, tieni conto del fatto che non tutti i gatti gradiscono mangiare “in compagnia”, anche se si tratta di loro simili.

Cambiamenti, stress e depressione

Se un gatto non mangia, la causa del rifiuto del cibo può essere anche un disagio di natura psicologica

Il gatto non ama affatto i cambiamenti, ogni individuo ha i suoi rituali quotidiani e non gradisce che vengano stravolti.

Esperienze traumatiche o che generano ansia, modifiche alla routine a cui è abituato possono creare uno stato di stress o di depressione che avrà come conseguenza un periodo di inappetenza.

Dall’arrivo di un animale o una persona nuova in casa – come un bebé –  da un trasloco, o il cambio di posto della sua ciotola della pappa a un viaggio, anche tensioni familiari e litigi, tutto può temporaneamente portarlo a rifiutarsi di mangiare.

È fondamentale in questi casi farlo sentire sempre importante nella nostra vita, dimostrargli affetto e disponibilità, giocare con lui, anche quando i problemi sembrano assorbire tutte le nostre energie.

Caldo

Quando la temperatura esterna aumenta è normale che il gatto tenda a mangiare meno, sia perché la digestione risulta appesantita dal caldo, sia perché disperde il calore solo attraverso le orecchie e suda solo attraverso i polpastrelli.

Possiamo aiutare il gatto che non mangia a causa del caldo cercando di invogliarlo bere il più possibile, anche se per natura non è molto portato a farlo (qui qualche suggerimento per farlo bere più frequentemente), e spostare gradualmente i pasti verso le ore più fresche del mattino e della sera. 

Sottolineo il “gradualmente” per non alterare di colpo le sue abitudini cosa che, come ho scritto sopra, non gradirebbe.  

Bolo di pelo

Una delle cause per cui all’improvviso un gatto non mangia è la difficoltà ad espellere i boli di pelo, detti anche tricobezoari, che si formano, soprattutto nel periodo della muta, perché il micio si lecca per pulirsi.

Queste palle di pelo possono bloccarsi nell’intestino e portare a stipsi, nausea e vomito. 

Si può prevenire questa situazione spazzolando spesso il gatto e proponendogli cibo specificamente formulato per aiutare la naturale espulsione del bolo.

Nel caso non si sia riusciti a prevenire e ci si trovi nella necessità di intervenire in maniera rapida gli si può dare della pasta di malto (lassativa).

Qualcuno potrebbe suggeriti di sporcargli una zampa con della paraffina per uso veterinario: si leccherà la zampa per cercare di rimuoverla, la ingerirà, ed essendo la paraffina un grasso artificiale non assimilabile porterà via con sé i tricobezoari, lubrificando allo stesso tempo l’apparato digerente del gatto.

Ma c’è un problema: la paraffina è un derivato del petrolio!! Tu la mangeresti in caso di stipsi? Io no, e non la darei nemmeno al mio gatto!

Gusto

Può capitare che il gatto non mangia semplicemente perché non gli piace quello che trova nella sua ciotola.

Il gatto ha poche papille gustative e non percepisce il dolce né il salato, ma piuttosto sente gli amminoacidi (cioè i componenti delle proteine), e mangia più con la bocca – percependo le consistenze – e con l’olfatto.

Dunque può capitare che non gradisca un cibo non per quello che contiene, ma per la sua consistenza: c’è il gatto che ama i paté, quello che preferisce i bocconcini o gli straccetti. Oppure che sia maggiormente attratto da un amminoacido piuttosto che da un altro. 

A volte, infine, succede che sviluppi una sorta di dipendenza da alcuni additivi e appetizzanti che vengono aggiunti nel cibo di scarsa qualità, che renderà difficilissimo portarlo a cambiare anche per qualcosa di qualità nettamente superiore. 

Alla luce di questo è bene che fin da piccolo cominci ad essere alimentato con cibo dalla composizione adeguata, specialmente se si tratta di cibo industriale, perché una pappa scadente alla lunga può portare problemi alla sua salute e danni al pelo. 

Per orientarsi nello scegliere un cibo appropriato bisogna leggere con attenzione l’etichetta di quello che si compra (ti ricordo, a questo proposito, che offro un servizio di consulenza alimentare e di lettura dell’etichetta gratuite, e che qui puoi trovare una “Guida rapida alla lettura dell’etichetta”), in modo da proporre qualcosa che sia sano, ovvero composto da ingredienti di qualità e ben bilanciati, e gradito.

Quando si vuole modificare l’alimentazione di un gatto già adulto le cose si fanno più difficili, perché può capitare che dopo un breve periodo di entusiasmo improvvisamente il gatto non mangia più, costringendoci a fare i salti mortali per trovare qualcosa che sia di suo gradimento. 

Nella mia esperienza mi è capitato di incontrare gatti con le inclinazioni più diverse: gatti che non amano nessun tipo di umido, gatti che ne amano solo alcuni salvo poi stancarsene dopo un po’, gatti che non amano le crocchette, gatti con i quali non funzionano i trucchetti come usare il brodo di pollo o di pesce (senza sale né cipolla!) per scaldare il cibo umido o inumidire e idratare quello secco, e gatti – fortunati i loro amici umani – che invece mangiano tutto!!

Età

Quando un gatto va verso l’anzianità può mangiare meno o non mangiare più affatto. 

È probabile che in questo momento della sua vita, in genere dopo gli 8 anni, abbia dolori ai denti o alla bocca, causati da problemi alle gengive, oppure dolori al collo e alla spina dorsale, mal di gola, ascessi, ulcere. 

Segnali indicativi possono essere la perdita di denti, il gonfiore facciale, l’alito cattivo, la tendenza a sbrodolarsi, un modo di mangiare disordinato.

Con l’avanzare dell’età, inoltre, il gatto soffre una diminuzione del senso dell’olfatto e un aumento dei problemi di digestione di alcuni alimenti.

Tra l’altro tende ad essere sempre meno attivo, cosa che comporta una diminuzione del fabbisogno calorico e di conseguenza un calo dell’appetito.  

Per incentivarlo bisogna avere pazienza, essere affettuosi, magari aiutarlo facendogli leccare il cibo dalle nostre dita o da un cucchiaio, evitando di proporgli grandi porzioni: meglio piccoli pasti sempre freschi, magari scaldati in modo da farne risaltare gli aromi perché possa percepirli più facilmente.

Vaccinazione

La mancanza di appetito può essere uno degli effetti collaterali delle vaccinazioni, ma è una condizione di breve durata che dovrebbe risolversi nel giro di 3-4 giorni. In caso di dubbi, se il tuo gatto non mangia dopo la vaccinazione, sai già cosa fare: chiamare il veterinario!

Intossicazione

Quando un gatto ha la possibilità di passare del tempo fuori casa, può succedere che ingerisca qualcosa di tossico in modo accidentale: avanzi di cibo, piante tossiche, topini avvelenati (qui trovi un articolo proprio sui cibi tossici per i gatti). Osservalo attentamente, verifica se mostra altri sintomi e se hai dei sospetti portalo dal veterinario.

Malattia

Se il nostro gatto rifiuta un pasto non va forzato subito a nutrirsi, bisogna essere pazienti e ritentare più tardi, ma se l’inappetenza si protrae è necessario consultare velocemente il veterinario

Potrebbe avere una parassitosi o male ai denti, o una momentanea mancanza dell’olfatto dovuta a un’infiammazione delle alte vie respiratorie (rinite o rinotracheite). 

Osservarlo nel quotidiano e fare caso se si presentano altri sintomi, come feci molli o astenia, potrà essere d’aiuto per il veterinario ad avere un quadro più chiaro della situazione, formulare una diagnosi e se è il caso di approfondire con delle analisi.

L’inappetenza a volte può essere legata a problematiche serie come Herpes felino, FIV (immunodeficienza virale felina) insufficienza renale, pancreatite, ecco perché è importante effettuare una visita prima che il gatto che non mangia per più giorni arrivi a perdere le forze.

Cosa si rischia se un gatto non mangia

Se un gatto non mangia abbastanza o rifiuta del tutto il cibo, non assumendo proteine, il suo organismo andrà a intaccare le riserve di grasso per produrre l’energia di cui ha bisogno.

I grassi (lipidi) verranno convogliati verso il fegato che non è strutturato per la loro trasformazione in energia e andrà verso una condizione che viene chiamata lipidosi epatica

La lipidosi epatica è un accumulo di cellule di grasso nel fegato che ne impedisce il normale funzionamento, ed è molto pericolosa perché se non diagnosticata in tempo può causare un’insufficienza epatica e diventare letale.

Cosa possiamo fare se il gatto non mangia?

Se il gatto non mangia e addirittura non beve, nell’immediato si può cercare di stimolarlo con qualcosa che sappiamo che gradisce molto.

Tuttavia per risolvere realmente il problema è fondamentale individuare la causa per la quale il gatto non mangia e, se da soli non ci riusciamo, la cosa migliore da fare è senz’altro rivolgersi al veterinario.

photo credit Pexels

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Valeria De Riso

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